30 aprile 2009

Castel del Monte fabbrica esoterica (4)

di Nildo Vanelli

Simbolismo e cammino iniziatico
Abbiamo visto sin qui che Castel dei Monte obbedisce, nella sua concezione architettonica, più alla matematica, all'astronomia e al simbolismo che alla funzionalità. Infatti per essere castello di difesa manca di fossato, ponte levatoio, feritoie, merli, caditoie per la difesa piombate. Per essere castello di caccia e di delizie, di un imperatore e la sua corte, manca di cucine, forni, stalle, scantinati per conservare derrate e legna da ardere nei cinque caminetti. E allora perché è stato costruito così? Per proseguire in questo discorso occorre fare una premessa importante. Oggi viviamo un momento storico all'insegna dell'efficientismo, dei profitto e dei consumismo.
La velocità è il Dio posto sui nostri altari in funzione di un guadagno più rapido e l'uomo di oggi, nella frenesia vorticosa di questa sua filosofia, non ha più tempo per meditare sui problemi dello spirito, della trascendenza, dei suo inserimento nel più ampio respiro cosmico che fa di ogni uomo una scheggia dell'universo.

25 aprile 2009

Castel del Monte fabbrica esoterica (3)

di Nildo Vanelli

La divina proporzione
Ma il libro di pietra di Castel del Monte ha altre pagine riservate alla divina proporzione, ossia al celebre rapporto 1,618 detto numero d'oro che, oltre ad armonizzare il corpo umano, ritroviamo in architettura un pò in tutti i tempi, ma più massicciamente nei secoli dall'XI al XIII arricchito di intenzioni sacrali. Abbiamo già detto che le sale sono trapezioidali, ebbene se moltiplichiamo il lato minore del trapezio per 1,618 otteniamo il lato maggiore.
Se dividiamo lo stesso lato minore per la radice quadrata di 1,618, ossia 1,272, otteniamo la larghezza della sala.
Questa presenza del numero d'oro continua nelle proporzioni del castello con l'elevazione di 1,618 al quadrato e al cubo. Tuttavia non è possibile tacere che i punti in cui sorge e tramonta il sole alle date dei solstizi (d'inverno e d'estate) determinano sull'orizzonte quattro vertici che, se idealmente congiunti, tra loro, disegnano un rettangolo in divina proporzione, quindi, se moltiplichiamo la lunghezza dei lato minore dei rettangolo per 1,618 otteniamo il lato maggiore.

20 aprile 2009

Castel del Monte fabbrica esoterica (2)

di Nildo Vanelli

Riferimenti astronomici
Ricordando innanzi tutto che Castel del Monte ha forma ottagona, agli otto angoli si innestano altrettante torri ottagonali, il suo cortile è pure ottagonale e conta otto sale al pianterreno ed otto sale al piano superiore tutte trapezioidali e tutte uguali tra loro. La distribuzione spaziale di tutti questi elementi architettonici (cortile, sale, torri, ecc.) obbedisce a precise indicazioni dettate dal sole nel suo volgere nel corso dell'anno. Immaginiamo che alla sommità della collina -un tronco di cono alto 540 metri -, occupata dal castello, vi sia solo il grande pianoro circolare sul quale sorga solitario un grande gnomone (paio) alto metri 20,50 che occupi il posto della parete sud dei cortile stesso.
A mezzodì dell'equinozio d'autunno, quando il sole entra nel segno della Bilancia, 23 settembre, il palo di metri 20,50 proietterà sul terreno un'ombra lunga esattamente quanto è largo il cortile dei castello.

16 aprile 2009

Castel del Monte fabbrica esoterica (1)

di Nildo Vanelli

Cosa è Castel del Monte?
Da sempre la critica e gli studiosi sono divisi nell'assegnare al castello una funzione precisa. Nel documento riguardante la sua costruzione, Castel del Monte è citato solo come castrum, tuttavia il concetto di castrum non ci aiuta a chiarire le sue funzioni, perché, nei documenti imperiali, non emerge un significato unitario legato a questa espressione, che intesa in senso proprio, indica una costruzione di difesa. Nonostante nome ed apparenza Castel del Monte non può essere considerato come tale. Ci si rende subito conto che mancano tutte le strutture tipiche di un'opera militare medioevale, il fossato e quindi il ponte levatoio, le postazioni per il tiro di archi e balestre, le caditoie attraverso le quali far cadere olio bollente sugli assedianti. Inoltre ci riesce difficile immaginare l'ubicazione delle scuderie, le camerate per le truppe, le cucine e tutti quegli spazi necessari a sopperire il fabbisogno di una corte.
Sembrerebbe dunque che il castello non sia stato pensato come fortezza, né per l'offesa, in quanto il luogo non controlla alcun passaggio obbligato delle Murge, né tanto meno per la difesa, poiché la sua stessa struttura esterna ed interna non sembra prevedere la resistenza ad attacchi di qualsiasi tipo.

08 aprile 2009

L'architettura della Rivoluzione

di Enrico Bardellini

Ledoux: progetto per una casa delle guardie campestri
Nel fondamentale libro del grande storico dell'arte Hans Sedlmayr "Perdita del Centro " scritto nel 1948, troviamo un'analisi estremamente lucida e acuta del fenomeno che lui definisce "la prima rivoluzione contro l'architettura", e cioé del passaggio da una concezione tradizionale dell'architettura ad una completamente nuova, mai vista nella storia, che sarà alla base di tutto il movimento moderno. La sua analisi molto critica é operata dall'interno del fenomeno da colui che conosce a fondo l'argomento di cui parla e non é una semplice rifiuto pregiudiziale, come di chi si adagia sull'antico per paura della novità, per scarsa attitudine culturale o ristrettezza di vedute.

07 aprile 2009

L'arte dell'icona oggi

di Enrico Bardellini

Natività, XII sec.
- Presento un'articolo scritto di recente teso a dimostrare il valore perenne di certe tradizioni artistiche, non legate al tempo o a questione di mode, bensì legate alla necessità di assolvere il loro compito in maniera adeguata. Voglio inoltre sottolineare che il termine "icona bizantina" é del tutto arbitrario e di derivazione moderna. Quello che noi chiamiamo "stile bizantino" non é mai esistito, all'epoca i presunti bizantini si definivano semplicemente "romani" o "cristiani", e il fenomeno copre un'arco temporale (dal 300 al 1900) e geografico (a est dall'italia fino alla siria a ovest, a nord dalla Russia fino all'Etiopia a sud) talmente vasto che parlare di stile é del tutto improprio. -

06 aprile 2009

Sull'armonia (2)

"In proposito, bisogna poi considerare il fatto che, se uno correttamente apprenderà ciascuna di queste discipline, ne trarrà grande vantaggio, a patto che apprenda con giusto criterio, se no sarà meglio chiamare un dio in soccorso. Il metodo - non si può fare a meno di esporre un argomento tanto importante - è il seguente: ogni figura geometrica, ogni sistema numerico, ogni rapporto armonico e, perfino, la regolarità del moto di rivoluzione degli astri devono poter mostrare l'unità del molteplice a chiunque apprenda questi concetti con criterio. Ma ciò, lo ribadisco, apparirà solo se si apprende nel modo giusto, cioè tenendo d'occhio l'unità: a chi, infatti, riflette a fondo uno apparirà il legame originario di tutto ciò. A chi, invece, metterà mano a queste cose per vie diverse non resterà altro da fare, come abbiamo detto, che invocare la sorte."
(Platone - Epinomide)

04 aprile 2009

Modanature della casa a schiera nei centri storici italiani

di Enrico Bardellini

Analizzando la tipologia edilizia della casa a schiera presente quasi su tutto il territorio nazionale, in particolare nei centri appenninici sia di collina che di fondovalle che di pianura, ci soffermiamo sul particolare uso del sistema delle modanature in questa tipologia.
Qui troviamo un sistema essenziale ed efficace, più o meno elaborato a prima vista, che può sembrare solo un semplice apparato decorativo, in realtà esso assume un'importanza maggiore, in quanto è un vero e proprio "linguaggio" architettonico teso a dichiarare le caratteristiche costruttive e strutturali dell'edificio. Nella facciata principale della casa a schiera, quella che si affaccia sulla strada, sono presenti quattro tipi di cornici.

03 aprile 2009

Insediamenti del territorio appenninico (2)

di Enrico Bardellini
Fosdinovo (SP)
Come ancora oggi si può verificare, le forme dei nuclei abitati collinari possono essere assai differenziati e con molte varianti, ma si possono ricondurre a due tipi principali: insediamento a sviluppo longitudinale, se il sito è piuttosto lungo (una o più strade parallele al percorso di crinale del promontorio e le case si dispongono in fila lungo i lati); insediamento a sviluppo radiale, se il sito è corto (le strade assumono un andamento ad anelli concentrici e le case si dispongono a raggiera intorno alla sommità della collina).
Il tessuto edilizio è formato da un insieme apparentemente casuale di edifici abitativi del tipo "casa a schiera mono-familiare", questo è il tipo edilizio tipico dei centri abitati della zona appenninica, dal medioevo fino all'inizio dell'ottocento, ma si trova anche negli insediamenti più specializzati di fondo valle o di pianura come 
le città.

02 aprile 2009

L'origine delle modanature classiche

di Enrico Bardellini

Nascita dell’ornato nel tempio greco
L’origine del tempio greco è legato all’aspetto rituale della religione greca. I primi templi erano senza dubbio costruiti in legno; tracce di questo materiale si possono verificare nella struttura dell’ordine dorico, che mostra travi in legno nella trabeazione e colonne come tronchi d’albero.
In origine il tempio fu essenzialmente un recinto sacro situato all’interno di una foresta e delimitato da alberi. In questi luoghi si celebravano rituali di sacrificio animale e offerte di cibo. Gli animali venivano sacrificati con un preciso rituale e si pensava che la divinità entrasse in essi, successivamente venivano conservate come reliquie sacre le ossa, il teschio e le corna, che diventavano ornamento del tempio.
Poi si bruciava il sangue e insieme all’animale si sacrificava anche vino, miele, fiori, frutta e cibo di varia natura.

Archetipo, Mito e Verità


L'archetipo appartiene alla dimensione del mito e insieme ad esso viene da lontano ed è attuale, oltre la storia. Mircea Eliade, il grande storico delle religioni, in un'articolo del 1953, scriveva a proposito:

"Si comincia finalmente a conoscere e a comprendere il valore del mito elaborato dalle società «primitive» e arcaiche, cioè dai gruppi umani in cui il mito costituisce il fondamento stesso della vita sociale e della cultura. E un fatto ci colpisce subito: tali società ritengono che il mito esprima la VERITA'ASSOLUTA perché racconta una STORIA SACRA, cioè una rivelazione transumana che è avvenuta all'alba del Grande Tempo, nel tempo sacro degli inizi ("in illo tempore"). Essendo REALE e SACRO, il mito diventa esemplare, e di conseguenza ripetibile, poiché serve da modello e anche da giustificazione a tutti gli atti umani. In altri termini, un mito è una STORIA VERA che è avvenuta agli inizi del tempo e che serve da modello ai comportamenti degli uomini. IMITANDO gli atti esemplari di un dio o di un eroe mitico, o semplicemente RACCONTANDO le loro avventure, l'uomo delle società arcaiche si stacca dal tempo profano e si ricongiunge magicamente al Grande Tempo, al tempo sacro."
(Mircea Eliade, Miti, sogni e misteri.)

01 aprile 2009

Insediamenti del territorio appenninico (1)

di Enrico Bardellini

Nicola di Ortonovo (SP)
La prima incidenza dell'uomo sul territorio è quella di attuare delle percorrenze, principalmente per raggiungerlo in modo da esercitare una qualsiasi attività, ma anche semplicemente per attraversarlo senza dover necessariamente insediarvisi.
La necessità di percorrere un territorio realizza la prima strutturazione operata dall'uomo di un ambiente in via di antropizzazione.
L'ambiente possiede già una sua strutturazione naturale legata alle condizioni climatiche della zona: monti, valli, fiumi, compluvi e displuvi.
La zona appenninico-apuana è formata da un susseguirsi di compluvi (valli), separati da linee di displuvio (crinali del sistema collinare).

Sull'armonia (1)

"Congiungimenti intero e non intero, convergente divergente, consonante dissonante: e da tutte le cose Uno e da Uno tutte le cose"(Eraclito - Della Natura, frammento)

"(...) quanto c'è di utile ad udirsi nel suono musicale, ci e stato dato all'udito a motivo dell'armonia.
L'armonia, poi, avendo movimenti affini ai cicli dell'anima che sono in noi, a chi si giovi con intelligenza delle Muse non sembrerà data per un piacere irrazionale, come ora si crede che sia la sua utilità, ma risulterà data come alleata per ridurre all'ordine e all'accordo con se stesso il ciclo dell'anima che in noi si fosse fatto discordante.
E così, al medesimo scopo, quale aiuto per correggere quello stato privo di misura e senza garbo che è nella maggior parte di noi, dalle stesse Muse ci è stato dato il ritmo."

(Platone - Timeo)

"Ora, rispetto al divino che è in noi sono movimenti affini i pensieri dell'universo e i movimenti di rotazione circolare. Perciò ciascuno, in accordo con questi, operando la correzione di quei cicli che per la nascita risultano essere guastati nel nostro capo, mediante l'apprendimento delle armonie dell'universo e i movimenti di rotazione circolare, bisogna che renda simile, secondo la natura originaria, il pensante e il pensato, e, dopo averli fatti simili, raggiunga il fine della vita più bella che gli dei hanno proposto agli uomini per il tempo presente e per l'avvenire."(Platone - Timeo)

"L'armonia costituisce dunque l'unificazione del molteplice e l'accordarsi delle discordanze."
(Boezio, De institutione arithmetica)
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